Cara Raffaella…

Ciao ragazzi!

Propongo una nuova attività per gli studenti del livello A 2: scriviamo delle domande personali… e aggiungiamo le risposte (inventate). Così mettiamo in pratica quanto imparato finora! 🙂

Questo è il personaggio che dobbiamo intervistare:

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Inizio io e voi continuate l’intervista, sempre nei commenti.

Buon lavoro! 🙂

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Firenze sconosciuta

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Ecco la recensione di viaggio scritta da Marta García, studentessa del gruppo di 2º B2, in cui si spiegano tante curiosità sul magico capoluogo della Toscana.

Buona lettura… e buon viaggio, se decidete di visitare Firenze!

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Firenze è il capoluogo della Toscana e ha una popolazione di circa 375.000 abitanti, sparsi sulle rive dell’Arno. È nel mezzo della penisola italiana, fra il Mare Adriatico e il Mar Tirreno. Lì, ci si dedica al turismo, alle produzioni di vino e di olio, all’artigianato, al commercio, alla cultura, all’arte e alla scienza.

Si accede facilmente dalla maggior parte delle città importanti sia italiane che straniere. L’aeroporto di Firenze “Amerigo Vespucci” dista appena 5 chilometri dal centro urbano. L’autostrada principale, l’A1, collega Firenze con Bologna e Milano al nord, e con Roma e Napoli al sud. L’autostrada per il mare la collega a tutte le località del Tirreno. C’è inoltre una superstrada che conduce da Firenze a Siena.

Il clima è temperato ma piuttosto variabile, con gli inverni frizzanti e le estati calde.

Fra l’XI ed il XV secolo fu una città libera, ma ci furono dispute interne fra 2 famiglie: i Guelfi e i Ghibellini. Nel XV secolo iniziò la Dinastia dei Medici, che più tardi divennero i  “Granduca” di Toscana. In questo periodo Firenze visse un’epoca di gloria nell’arte, nella cultura, nella politica e nell’economia. Ai Granduca dei Medici succedette, nel XVIII secolo, la Casa dei Lorena, fino a quando nel 1860 la Toscana divenne parte del Regno d’Italia e Firenze divenne la capitale dal 1865 al 1871. In questo secolo, la città raggiunse di nuovo il ruolo di importante centro culturale e artistico.

I monumenti principali si trovano in successione. Se si arriva dalla stazione, di fronte si vede la Basilica di Santa Maria Novella, che si può visitare; poi ci si dirige in Via dei Banchi, si arriva in centro, e si visita il Duomo (Santa Maria dei Fiori), famoso per la sua cupola realizzata dal Brunelleschi. Di fianco al Duomo si erige il Campanile, disegnato dal Giotto, che morì prima che la costruzione fosse finita. Di fronte alla porta principale del Duomo si visita il Battistero; la sua porta, chiamata del paradiso, è  in bronzo. Tutti e tre i monumenti sono costruiti in marmo verde e bianco.

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Dopo averli visitati, se si va a destra in via Ricasoli, si arriva alla Galleria dell’Accademia, dove si può ammirare il David di Michelangelo. In un primo momento l’idea era di posizionarlo sulla facciata del Duomo, in alto. Per questo motivo c’è una sproporzione nelle mani.

Invece se si va a sinistra si arriva al centro politico della città, la Piazza della Signoria, dove si trovano: Palazzo Vecchio -antica residenza dei Medici- La Loggia dei Lanzi, e Gli Uffizi, che sono la Galleria più notevole di tutta Italia. Da qui si arriva all´Arno, il fiume di Firenze. Nell’oltrarno, attraversando Ponte Vecchio, si raccomanda di visitare Palazzo Pitti, e si consiglia caldamente di addentrarsi nei magnifici giardini di Boboli.

Non dobbiamo neanche dimenticarci di dare un´occhiata a Ponte Vecchio: se si desidera comprare un gioiello, si è nel posto giusto.

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Se si ha voglia di evitare l’affollamento della città si può percorrere il Corridoio Vasariano, che si estende da Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti. Questo corridoio fu impiegato dai Medici per proteggersi dai loro nemici. Ci si deve però informare su quali sono i giorni in cui si può visitare, perché non sempre è aperto.

Se invece si decide di non attraversare Ponte Vecchio, si percorre il ponte successivo e si arriva alla Chiesa del Santo Spirito. Poi, andando dritto in Sdrucciolo de’ Pitti, ci troviamo un´altra volta di fronte al Palazzo.

In questa parte della città si può anche visitare Piazzale Michelangelo, la zona più elevata della città, dove si possono ammirare i panorami migliori di tutta Firenze. Poi, si attraversa un´altra volta l´Arno, sul Ponte alle Grazie, e si arriva alla Biblioteca Nazionale ed alla piazza Santa Croce, dove si erge splendida l’omonima Chiesa, in cui si trovano seppelliti Rossini, Galileo e Michelangelo, tre tra i tanti personaggi illustri.

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Dopo la lunga passeggiata si consiglia una sosta per pranzare. Vicino a Piazza Santa Croce si trova “il Vinaio”, in via dei Neri, dove si può mangiare una focaccia smisurata per meno di 5€. Si prosegue e si arriva nuovamente agli Uffizi o si approfitta per visitare il museo di Galileo Galilei.

Un’altra opzione sarebbe camminare verso il mercato di San Lorenzo, dove si trovano posti per mangiare ad un prezzo molto economico. In questa zona è famosa la Trattoria di Mario.

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Tutta la città è avvolta da un’atmosfera magica e si trovano artisti e concerti ad ogni angolo. Si consiglia dunque di percorrerla di sera, specialmente Ponte Vecchio, Piazza del Santo Spirito e Santa Croce.

Firenze è piena di musei, alcuni non molto conosciuti e molti ad ingresso libero, come il Cenacolo del Sarto.

Si consiglia di visitare anche i dintorni di Firenze, che sono bellissimi: Fiesole, S. Miniato al monte e l’area del Chianti, fra Firenze e Siena, che è una delle campagne più belle di tutta Italia e famosa per la produzione di vino.

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CURIOSITÀ SULLA CITTÀ:

Ponte Vecchio è famoso per la sua sfilza di botteghe di orafi e gioiellieri. Secoli fa occupavano questo posto macellai, pescivendoli e verdurai.

Nel Trecento a Firenze era molto famoso un gioco chiamato Pallacorda, che pian piano diventò il tennis.

In Via Cerritani, a lato della Chiesa di Santa Maria Maggiore, spunta dal muro la testa pietrificata di una signora: “La Berta “, una donna che negò l´acqua a un astronomo condannato al rogo il quale, prima di morire, la maledisse.

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Sulla facciata di Palazzo Vecchio, c´è un ritratto di un uomo di profilo, fatto da Michelangelo. Si racconta che un giorno durante una celebrazione, l’artista fece una scommessa con un amico, sicuro di poter fare il ritratto con le mani dietro la schiena.

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In piazza dell’Annunziata c´è un palazzo con una finestra sempre aperta. La leggenda racconta che una donna da questa finestra controllava se suo marito, che era in guerra, tornava… cosa che non avvenne mai. Quando la donna morì la finestra venne chiusa e cominciarono a manifestarsi fenomeni strani ed è per questo che venne aperta di nuovo.

Invece c’è chi dice che fosse sempre aperta perché lì abitava l´amante di Ferdinando I. La statua del re che è di fronte al palazzo ha, infatti, lo sguardo fisso verso la finestra.

In cima a una colonna del Duomo si scorge la testa di una mucca. Una storia racconta che fu un omaggio da parte dei13 costruttori a tutti gli animali da traino impiegati nella costruzione del Duomo.

Si racconta anche che un maestro carpentiere avesse una relazione con la moglie del fornaio, la cui bottega si trovava di fronte al Duomo, e decise di piazzare lì la testa della mucca affinché il fornaio si rendesse conto di essere un cornuto.

Finita la cupola del Duomo, la sua palla di bronzo fu colpita da un fulmine e cadde a terra. Un cerchio di marmo bianco in Piazza Duomo indica il punto d´impatto.

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In Piazza della Signoria si trova un altro cerchio, che indica dove fu bruciato Fra Savonarola, famoso inquisitore, proprio dove lui bruciava centinaia di libri oppure persone sfortunate.

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In Piazza della Signoria troviamo la statua finta del David, che rappresenta la repubblica e di fronte, nella Loggia dei Lanzi, si trova la statua di Perseo con la testa di Medusa. Con un gesto minaccioso, rappresenta il potere politico dei Medici, contrari alla repubblica. Curiosamente, la faccia di Medusa è la stessa del David.

Nella statua, realizzata da Cellini, l´artista riprodusse il proprio barbuto autoritratto nella parte posteriore dell´elmo.

Il Porcellino Portafortuna nella Loggia del Mercato nuovo. Racconta la leggenda che toccarne il naso porti fortuna, ma si deve mettere una moneta in bocca al porcellino, che deve cadere nell´acqua.

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Vi invito a cercare altri posti nascosti in questa bellissima città. Ce ne sono tanti!

Geografia del mio mondo immaginario

Un bel racconto di Magdalena Pecino Menéndez, studentessa del gruppo di 1º B1. Sono sicura che vi piacerà!

Il mio paese si chiama La Speranza e ha venti piccoli villaggi. Il villaggio più grande è La Forza, e il più piccolo è La Disperazione. La capitale, che è al centro del Paese, si chiama L’Amicizia.  Una volta all’anno tutti noi cittadini andiamo all’Amicizia per fare  un gran banchetto, parlare del più e del meno, fare festa e ballare tutti insieme.

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La Speranza è a forma di cuore e a nord si trova la montagna più alta, La Bianca, che si chiama così perché è sempre  innevata. A Sud invece c’è un vulcano che non è attivo. Di solito facciamo delle gite per vederlo, non soltanto dal di fuori ma anche dall’interno, perché è lì che nasce il fiume più importante della Speranza, La Vita.

La Vita è un fiume pieno di pesci colorati. Una volta un cittadino ha raccontato che mentre stava guardando i pesci ha visto volare una farfalla grande e bellissima che aveva il corpo di una bella giovane. La farfalla si è seduta su una pietra, l’ha guardato, e dopo un paio di minuti se ne è andata e si è infilata all’interno di un buco.

Adesso tutti quelli che entriamo nel vulcano abbiamo la speranza di poterla vedere, siamo sicuri che è lì ma forse non vuole vedere tante persone e perciò non esce. Il nostro paese si chiama così perché non perdiamo mai la speranza e, soprattutto, ci auguriamo che il mondo sia tanto felice quanto noi e che si riempia d’amore.

La Vita sfocia nell’unico mare che c’è nella Speranza, il Mare della Felicità. È un mare che è sempre calmo, molto  tranquillo, e quando ci nuoti dentro ti sembra di non essere ancora nato, ti sembra di essere ancora all’interno del ventre materno, e di poter persino ascoltare la sua voce, lontana,  parlando con il tuo papà, e  lì dentro all’acqua ti senti piccolo piccolo e pieno di felicità.

Mi piacerebbe che questo paese fosse reale, ma almeno mentre scrivevo  queste parole ho sentito che esisteva.

Magdalena Pecino

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Recensione del libro “Io e te”

io e te“Io e te” è un romanzo breve e bello. Facile da leggere e scorrevole. In poche pagine, Niccolò Ammaniti riesce a raccontare una storia che potrebbe sembrare semplice ma che in realtà parla di una fase vitale, molto difficile e delicata. Una storia di due ragazzi che purtroppo hanno poca vita alle loro spalle. Il passaggio da bambino ad adulto può avvenire in tanti modi; quello di Lorenzo, il protagonista -un quatordicenne introverso e insicuro di se stesso- avviene nel trascorso di una settimana bianca. Si rinchiude nella cantina del suo palazzo, e lì tutto sembrava sotto controllo… fino a quando Olivia irrompe nel suo nascondiglio, e lo costringe a far fronte alle sue paure e ad accetare le sfide della vita. L’avventura si conclude con una reciproca promessa, ma solo l’epilogo vi permetterà di sapere se verrà mantenuta.

Vi consiglio caldamente di leggere questa avvincente storia; inoltre, potete anche vedere il film tratto dal libro, prodotto dal regista Bernardo Bertolucci.

Recensione scritta da: Salvador Lobato Asensi, 1º B1

Una grande famiglia

Ciao ragazzi, ecco una nuova attività! Vi presento la famiglia Conti, una grande famiglia.

Luciano Conti è sulla settantina, ha i capelli e la barba bianchi e i suoi occhi sono castani. È basso e un po’ grasso. È un uomo serio, era un importante uomo d’affari, ora è pensionato. È sposato e ha due figli e due nipoti, a cui è molto affezionato.

E gli altri membri della famiglia? Chi sono? Come sono? A voi il compito di descriverli! 🙂

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Recensione del libro “Io non ho paura”

índiceLa storia è ambientata nel 1978 in un paesino del sud d´Italia. Michele di 9 anni trascorre un´estate tranquilla giocando con i suoi amici e la sua sorellina. Un’estate senza preoccupazioni, passata in mezzo ai campi di grano in cui si succedono le corse in bicicletta, penitenze, prove di coraggio, gli scherzi ai vicini e i giochi in piazza.
Fino a che un giorno Michele, obbligato a fare una delle tante penitenze, entra in una casa abbandonata su una collina lontana e scopre un segreto sconvolgente che cambierà per sempre non solo il corso della sua vita ma anche quella di tutti gli abitanti del paesino.

Ammaniti crea un contorno, in merito all´ambiente e ai personaggi, che si sposa perfettamente con la storia. Emergono il tema dell’amicizia, del tradimento, dei rapporti famigliari e la fine dell´innocenza infantile.

Un romanzo maturo, intrigante, con una tensione narrativa che si  risolve in un finale davvero inaspettato.

Recensione scritta da: Víctor Català Spiers, 1º B1

La signora Lamberti…

Ciao ragazzi!

Si avvicinano le vacanze, e vi propongo un nuovo esercizio da fare: ricostruiamo insieme la giornata di ieri della signora Lamberti!

È una donna con una vita molto interessante e piena di impegni, come vedete nelle seguenti immagini:

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índice                   copertina5

 

Scriviamo nei commenti (in ordine cronologico) ciò che ha fatto ieri. Comincio io 😉

 

Recensione letture graduate

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“Modelle, pistole e mozzarelle”: Una mattina, una donna americana entra nell´ufficio del detective Antonio Esposito, un uomo napoletano amante della cucina e dell´opera. Va a fargli visita perché vuole trovare sua figlia, che è venuta a Milano per fare la modella e lavorare con il famoso stilista Bruno Mozambo, ed è scomparsa misteriosamente, senza dire niente.
Una storia poliziesca ambientata nel mondo della moda. Stilisti famosi, modelle e cibo, tutto un set da non perdere.
Questo libro ha un lessico molto facile, è semplice da leggere.

Recensione scritta da: Carol Bedmar, 1º B1

 

 

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Ho letto “Storia d’amore”, che narra la storia d’amore che nasce tra Valentina e Filippo. La storia è molto bella. È un amore impossibile, come quello tra Romeo e Giulietta.
Consiglio il libro, mi è piaciuto molto. Mi fa piacere riuscire già a leggere delle storie in italiano. Leggerle mi aiuta a imparare più lessico e a conoscere la cultura italiana, e sviluppa la mia immaginazione. E il CD aiuta con la pronuncia.

Recensione scritta da: Sara González, 1º A2

Recensione del libro “Il giorno in più”

È un libro scritto da Fabio Volo, uno scrittore che ha avuto molto successo .
Questo romanzo narra il rapporto tra Giacomo e una sconosciuta che vede tutti i giorni sul tram, e di cui si innamora. La storia è molto avvincente e ti coinvolge, perché parla di un amore molto realistico. Leggendo il libro, l’autore ti rende così partecipe delle vicende che ti senti protagonista.9788804591641
Questo autore si caratterizza per scrivere in maniera molto diretta e semplice, e ti racconta la storia come se fosse un tuo amico. L’ umorismo di cui è intriso il libro provoca frequente ilarità.
Una delle cose che mi piacciono di questo libro è la descrizione di degli ambienti. La storia si svolge in diverse città, ma soprattutto nella città di NYC , che l’autore descrive in dettaglio, indicando perfino gli indirizzi dei posti dove i protagonisti vivono il loro amore; così, ti sembra di esserci anche tu.
È un libro che consiglio a tutti, perché ti fa vedere la vita in modo più bello e ti fa venire voglia di innamorarti.

 Recensione scritta da: Sara Pérez Nevado, 2º B2